E’ di poche ore fa la notizia che Google potrebbe chiudere il suo mercato cinese per via della crescente intolleranza e nei confronti di dissidenti politici, e di tutti gli utenti di internet in generale.
http://www.nytimes.com/2010/01/13/technology/companies/13hacker.html
(la notizia ancora non e’ uscita in italiano visto che da voi sono le 6 di mattina, comunque potrete sicuramente trovarla sulla sezione tecnologia dei maggiori quotidiani online)
Se cosi’ fosse potrebbe aprirsi un’enorme possibilita’: una volta che google lascia per ragioni di diritti umani, le altre grandi aziende informatiche farebbero brutta figura se restassero, non vi pare? Dunque seguiterebbero anche loro a fare i bagagli e attraversare l’oceano per rientrare nella silicon valley. Queste azioni potrebbero danneggiare considerevolmente la Cina, che si troverebbe di fatto in uno stato di arretratezza tecnologica. E siccome cio’ che tiene in piedi il governo tirannico e’ l’eccellente sviluppo dell’economia (finche’ il paese cresce la gente non pensa troppo al fatto che e’ retta da una monopartitocrazia, o meglio, ne giustifica l’abuso compensandolo con la stabilita’), un tale colpo al progresso tecnologico potrebbe far smuovere le acque. O quantomeno, spingerebbe il governo cinese a essere un po’ piu’ tollerante nei confronti di chi ha un cervello pensante.
Ma queste sono supposizioni, come ha detto il mio compagno di stanza (che tra l’altro mi ha dato la notizia), loro hanno la loro versione di google (hanno anche la loro versione di facebook…che e’ a dir poco orrenda). Forse questa chiusura causerebbe solo maggiore autarchia e spingerebbe lo sviluppo di tecnologie informatiche totalmente cinesi che dovrebbero quindi sottomettersi alla volonta’ di partito.
Io sono ottimista, e spero che Google chiuda in Cina, sperando che questa sia la misura giusta e dovuta di cui coincidentalmente chiedevo una manifestazione nello scorso post.








