Feeds:
Articoli
Commenti

Ricordate il porcellum? La legge elettorale con cui facciamo finta di scegliere chi mandiamo in parlamento? Quanto la sinistra ha protestato, giustamente. Quanto si e’ fatto polemica, giustamente. Invece di scegliere I nostri rappresentanti, i partiti la scelgono per voi, e voi siete chiamati semplicemente a ratificare le loro decisioni: chi siede nel parlamento italiano e’ stato scelto da una decina di persone in tutta italia: altro che democrazia!

E cosa succede nella rossa Toscana? La toscana e’ l’unica regione che, con una giunta che piu’ di sinistra non si puo’, ha approvato una legge che nella sostanza e’ identica, impedendoci di esprimere preferenze, facendo si che chi viene eletto possa essere ricattato dai partiti, non giudicato dai cittadini.

Per fortuna ci sono elezioni, non-democratiche perche’ non ci permettono di votare i nostri rappresentanti. Abbiamo una possibilita’ ogni cinque anni per giudicare sull’operato dei nostri rappsentenati, volete davvero votare PD e tutti gli altri che hanno collaborato a questo scempio e mandare il messaggio che siete daccordo con l’abuso dei vostri diritti elettorali? Volete davvero votare per il PD, che tanto vincera’ ugualmente?

Perche’ non la lista Bonino Pannella, mandate un radicale in consiglio regionale!

http://www.boninopannella.it/regioni/toscana

E’ di poche ore fa la notizia che Google potrebbe chiudere il suo mercato cinese per via della crescente intolleranza e nei confronti di dissidenti politici, e di tutti gli utenti di internet in generale.

http://www.nytimes.com/2010/01/13/technology/companies/13hacker.html

(la notizia ancora non e’ uscita in italiano visto che da voi sono le 6 di mattina, comunque potrete sicuramente trovarla sulla sezione tecnologia dei maggiori quotidiani online)

Google ChinaSe cosi’ fosse potrebbe aprirsi un’enorme possibilita’: una volta che google lascia per ragioni di diritti umani, le altre grandi aziende informatiche farebbero brutta figura se restassero, non vi pare? Dunque seguiterebbero anche loro a fare i bagagli e attraversare l’oceano per rientrare nella silicon valley. Queste azioni potrebbero danneggiare considerevolmente la Cina, che si troverebbe di fatto in uno stato di arretratezza tecnologica. E siccome cio’ che tiene in piedi il governo tirannico e’ l’eccellente sviluppo dell’economia (finche’ il paese cresce la gente non pensa troppo al fatto che e’ retta da una monopartitocrazia, o meglio, ne giustifica l’abuso compensandolo con la stabilita’), un tale colpo al progresso tecnologico potrebbe far smuovere le acque. O quantomeno, spingerebbe il governo cinese a essere un po’ piu’ tollerante nei confronti di chi ha un cervello pensante.

Ma queste sono supposizioni, come ha detto il mio compagno di stanza (che tra l’altro mi ha dato la notizia), loro hanno la loro versione di google (hanno anche la loro versione di facebook…che e’ a dir poco orrenda). Forse questa chiusura causerebbe solo maggiore autarchia e spingerebbe lo sviluppo di tecnologie informatiche totalmente cinesi che dovrebbero quindi sottomettersi alla volonta’ di partito.

Io sono ottimista, e spero che Google chiuda in Cina, sperando che questa sia la misura giusta e dovuta di cui coincidentalmente chiedevo una manifestazione nello scorso post.

Per assassinare Akmal Shaikh hanno aspettato le feste natalizie, cosi’ che in Occidente la notizia passasse il piu’ possibile inosservata. Stratagemma degno di uno degli stati piu’ crudeli al Mondo, la Cina. Eppure questa condanna a morte non e’ passata inosservata come le altre (migliaia ogni anno) per il semplice fatto che Akmal e’ un cittadino britannico, condannato a morte per aver introdotto 4 Kg di eroina nel paese: e’ la prima volta in piu’ di 50 anni che un cittadino europeo viene ucciso da una condanna a morte in Cina.

Akmal era un uomo con problemi psichici; la famiglia dice che e’ stato convinto da dei trafficanti in Polonia a portare l’eroina in Cina con la promessa che una volta li sarebbe diventato una pop-star. La Cina si difende dicendo che non esistevano dati clinici che confermassero la sua instabilita’ mentale, rifiutandosi di eseguire una semplice perizia psichiatrica. Hanno inoltre detto che Akmal avrebbe dovuto dimostrare la sua insanita’ mentale da solo, come se fosse logico esigere cda una persona con problemi psichici di dimostrare la sua insanita’ mentale.

Eppure il governo cinese non si e’ fatto scrupoli: a nulla sono servite le richieste dell’ambasciata britannica, gli appelli della famiglia e di organizzazioni per i diritti umani. La grazia non e’ stata concessa e questa mattina Akmal e’ stato ucciso.

Io mi immagino una grande Europa: un’Europa unita e forte. Lasciare al Regno Unito da solo il pesante incarico (e dovere) di protestare contro Pechino e’ ingiusto. L’Unione Europea potrebbe cambiare qualcosa. Non propongo il boicottaggio totale della merce cinese, non ho mai creduto che questa sia la soluzione giusta in questa situazione. L’Occidente pero’ e’ il naturale sbocco di tutti i prodotti “Made in China”, usare una qualche forma di ricatto, tutti insieme, sarebbe doveroso. E soprattutto utile. Sarebbe triste pensare che i governi piu’ ricchi del mondo non possano rinunciare a un briciolo di import-export per fare qualcosa di veramente giusto.

Questo intervento e’ un tentativo di chiarificazione su cosa sta succedendo alla sanita’ made in USA. Rivlto a chiunque voglia capirci qualcosa (o almeno provare).

La sanita’ oggi. L’idea di fondo e’ questa: pensate ad un’auto; per non dover pagare un sacco di soldi nell’eventualita’ che voi facciate un incidente preferite pagare una quota mensile/annuale (chiamata assicurazione) che rende responsabile del pagamento di eventuali danni alla propria vettura la compagnia assicurativa con cui siete affiliati. Sostituendo automobile con persona eccovi una brevissima descrizione della sanita’ USA. Ovviamente, potete scegliere un’assicurazione piu’ o meno buona, a seconda delle vostre condizioni economiche. Se siete ricchi, opterete per l’assicurazione furto/incendio, se non ve la potete permettere dovrete farne a meno.

Detto questo, l’assicurazione medica non e’ un problema per la maggioranza degli americani. Se hai un lavoro (valgono certe clausole che riassumeremo in “devi essere un lavoratore a tempo pieno”) allora il tuo datore di lavoro paga le tue spese assicurative (un po’ come qua i contributi pensionistici, se hai un lavoro automaticamente il datore di lavoro come parte dello stipendio da anche dei soldi che vanno verso il tuo fondo pensione). Inoltre, molto spesso questa assicurazione deve coprire anche la tua famiglia, e cosi’ sono sistemati anche i figli, finche’ non compiono tot anni, eta’ in cui si pensa il figlio abbia trovato lavoro e ora abbia un piano che riesce a coprire lui. Finalmente, ci sono gli statali, che come spesso accade ricevono benefici un po’ “piu’ meglio” degli altri: i piani assicurativi che coprono gli statali sono molto buoni.

E quelli che non riescono, per un qualche motivo, ad essere coperti come fanno? Esistono due piani, chiamati MEDICARE e MEDICAID, che si occupano di queso problema. MEDICARE assicura chi ha piu’ di 65 anni. Dato che a questa eta’ e’ difficile che una compagnia assicurativa privata voglia assicurarti (perche’ ovviamente piu’ si invecchia piu’ e’ alto il rischio di ammalarsi di qualcosa) lo stato subentra e assicura gli anziani. Pensatela cosi’: se siete ad alto rischio incidenti (diciannove anni, neopatentato, e guidate una macchina che rischia di rompersi da un momento all’altro), non sono in molte le compagnie che vi assicureranno, e quelle che lo faranno vi chiederanno una cifra esorbitante, dunque lo stato vi copre l’assicurazione.

MEDICAID invece e’ per i poveri. Avere diritto a questa copertura dipende dal reddito e dalla propria condizione. Il governo federale impone certi limiti (http://www.cms.hhs.gov/MedicaidEligibility/03_MandatoryEligibilityGroups.asp#TopOfPage) ai quali gli stati devono sottoporsi (esempio, bambini e donne incinte in famiglie che guadagnano sotto il 133% della soglia di poverta’ devono aver diritto al MEDICAID). Piccola parentesi, la soglia di poverta’ e’ di circa $10.000 per un singolo individuo mentre e’ di $22.000 per una famiglia di quattro (http://aspe.hhs.gov/poverty/09poverty.shtml). Dopo queste restrizioni federali i singoli stati decidono chi e quanto coprire il resto della popolazione. Esempio, l’Arkansas copre adulti che guadagnano fino al 17% della soglia di poverta’ mentre gli stati del New Jersey, Minnesota, Wisonsin, Maine e District of Columbia coprano fino a (alcuni anche oltre) il 200%. Cosa vuol dire questo? Che se vivi in Arakansas, vivi da solo e guadagni $2.000 dollari all’anno non rientri tra i beneficiari, mentre se vivi a Washington DC e guadagni $19.000 dollari all’anno rientri in questo piano statale. Parte di questa disparita’ e’ dovuta all’enorme differenza nel costo della vita tra questi posti, ma in parte cio’ e’ causa delle politiche sociali piu’ o meno buone dei singoli stati.

Il problema principale, quindi, a differenza di cio’ che molti potrebbero pensare, non e’ dei poverissimi ma di chi si trova subito sopra queste soglie ed ha problemi a trovare chi lo assicura (ad esempio se sono disoccupati o hanno un lavoro poco buono). Questa persona si ritrova senza assicurazione sanitaria, e nell’eventualita’ che si ammali seriamente, non sa come pagarsi le spese. Il problema solitamente non e’ dunque di chi e’ povero, ma della piccola borghesia, che per qualche ragione (un genitore ha perso il lavoro o ha dovuto cambiare lavoro e ora non ha benefici) non ha piu’ assicurazione sanitaria, non e’ coperto dallo stato e nemmeno puo’ permettersi un’assicurazione propria.

Oltre a questo problema ce n’e’ un altro molto serio: la qualita’ della propria assicurazione. Queste verranno spiegate piu’ in dettaglio quando elenchero’ i cambiamenti con la nuova legge.

La Riforma. Prima di tutto, la legge ancora non e’ passata. La Camera ha approvato una sua versione e il Senato ha fatto lo stesso, ora si dovranno unire le due leggi in un unico testo trovando una via di mezzo (piu’ o meno simile a una delle due) che una volta approvata potra’ essere mandata da Obama per ricevere la firma che promulga la legge.

Se avete una buona conoscienza dell’inglese potete tranquillamente leggere quello che vi diro’ in maggior dettaglio qui: http://www.nytimes.com/interactive/2009/11/19/us/politics/1119-plan-comparison.html, sulla sinistra avete un menu dal quale scegliere tutti i parametri di confronto. Altrimenti, vi propongo un riassunto delle due versioni, quello che offrono, e quali cambiamenti implicano.

  • Ognuno (tranne rare eccezzioni) dovra’ essere assicurato, a differenza di ora. Qualora qualcuno non si assicuri dovra’ pagare una penale che varia dallo 0.5% del reddito al Senato al 2.5 della parte di reddito che supera una certa cifra per la Camera.
  • Entrambe le leggi, in sfumature diverse, creerebbero un “banco delle assicurazioni” creato dai singoli stati dove persone che non hanno copertura tramite il lavoro o per altre ragioni potranno confrontare le varie proposte e acquistare il piano migliore. Questo renderebbe molto piu’ competitivo il sistema abbassando i costi dell’assicurazione medica.
  • Sanita’ pubblica. Qui le due leggi sono decisamente diverse. La legge della Camera prevede un piano sanitario pubblico che offrirebbe copertura a un prezzo vantaggioso, venendo a mancare lo scopo di lucro delle societa’ private. La legge del Senato invece creerebbe due piani, uno dei quali dovra’ essere non-profit, che calcolino prezzi assicurativi da far pagare. Questa legge non prevede comunque qualcosa di pubblico nel vero senso della parola, al contrario della proposta della Camera. Quale delle versioni avra’ la meglio? Io penso che la legge della camera sara’ piu’ simile a quella finale perche’ al Senato non servira’ piu’ una maggioranza di 60 ma solo di 51 voti su 100 (lunga storia, legata all’ostruzionismo), e percio’ sara’ piu’ facile approvare un progetto sanitario pubblico anche al Senato.
  • Persone che guadagnano fino al 400% della soglia di poverta’ ($40.000 dollari a testa, dunque) riceveranno contributi per assicurarsi, inoltre sono previsti contributi anche per i datori di lavoro.
  • Il governo coprirebbe chiunque guadagna sotto il 150% della soglia di poverta’ (quindi 150% di $10.000 dollari per un individuo) secondo la legge della Camera, 133% per il Senato. Questo provvedimento garantirebbe copertura a 14-15 milioni di persone che ora non hanno assicurazione sanitaria.
  • Limitazioni alle compagnie assicurative: 1) I prezzi per gli anziani non potrebbero essere piu del doppio (triplo) nella legge della Camera (Senato) dei prezzi per i giovani. 2) Garantire ai figli il diritto di essere coperti con i genitori fino a 26 (25) anni. Ad oggi ogni stato decide l’eta’ idividualmente, che in genere e’ di 21-23 anni 3) Chi si ammala gravemente non puo’ essere “abbandonato” dalla sua assicurazione (in genere succede tramite ingegnosi trucchetti legali) e chi ha una malattia o e’ in cattiva salute (ad esempio una persona con il diabete) non potra’ vedersi negare la copertura sanitaria, entrambe cose che adesso accadono frequentemente e uno dei principali problemi della sanita’ USA.
  • Gli aborti possono essere coperti dai piani statali ma chi riceve fondi federali non puo’ coprire con questi il costo di un aborto. Inoltre la legge del senato permetterebbe ai singoli stati di vietare l’assicurazione degli aborti con soldi pubblici.
  • Per entrambe le ali del parlamento la riforma (che costera’ circa 1 trilione di dollari alla Camera, 800 miliardi al Senato) verrebbe pagata tramite maggiori tasse ai super-ricchi (chi guadagna piu’ di mezzo o un milione di dollari l’anno, a seconda), tasse sui piani assicurativi privati di lusso e riduzione delle spese nei due programmi MEDICAID e MEDICARE grazie a un incremento dell’efficienza.La maggior parte di questi punti non verrebbe attuata prima del 2013. La legge della Camera coprirebbe 36 milioni di persone ad oggi non assicurate, lasciandone 18 milioni senza assicurazione. La proposta del Senato invece ne coprirebbe 31 milioni, con 23 ancora senza assicurazione.

Facendo il punto, quello che cambia non e’, come si puo’ pensare, un rivoluzionario passaggio da un sistema che funziona come quello assicurativo a una sanita’ quasi totalmente statale dove gli ospedali sono pubblici e le spese mediche sono pagate tramite le tasse come in Italia. Quello che cambia invece e’ un maggior welfare per pagare l’assicurazione sanitaria a chi non se la puo’ permettere, importanti restrizioni alle compagnie di assicurazione che non potranno negare o disdire la copertura, una creazione di un banco dove le assicurazioni si confrontino causando una maggore competizione e una riduzione dei prezzi. Infine, forse, e questo sarebbe il vero cambiamento psicologico, filosofico, la creazione di un piano pubblico: dunque lo stato come una delle agenzie assicurative, elemento molto delicato in un paese in cui la lontananza dello stato dalla macchina economica del paese e’ vista come un pilastro della nazione. La creazione di questo piano statale rivoluzionerebbe l’idea di assistenza sanitaria e, a lungo termine, eliminerebbe l’idea che la gestione pubblica della sanita’ sia un tabu’.

Cosa vuol dire essere contenti di cio’ che e’ accaduto a Silvio Berlusconi: Oltre a una mancanza di umanita’ in quanto la violenza deve essere ripudiata in ogni situazione, questo sentimento ha un’implicazione molto piu’ pratica, politica, e tristemente rappresentativa della situazione di questo paese.

Credere che Tartaglia abbia fatto bene, o, sentimento molto piu’ popolare su facebook in quanto offre la soluzione vigliacca per non sentirsi in colpa, cioe’ non appoggiare l’azione, ma in fondo in fondo esserne contenti, e’ un’amssione dal subconscio del fallimento della democrazia come mezzo per cambiare le cose. Sia chiaro, io per primo non penso che siamo in democrazia, e cio’ non vuol dire che penso di essere governato da una giunta militare che reprime nel sangue i suoi oppositori, significa semplicemente che ci sono certi aspetti che fanno dell’Italia una democrazia mancata, un esempio per tutti il conflitto d’interessi (ma ce ne sono altri).

Ed essere soddisfatti di cio’ che e’ successo a Berlusconi significa credere che la nostra e’ una situazione da Corea del Nord, o, per essere piu’ eleganti, da Rivoluzione Francese. C’e’ poco da fare, se il re ha il potere assoluto e non vuole lasciarti esprimere e fare tutte quelle belle cose, beh la ghigliottina ci sta, del resto ci vuole tanta fantasia a pensare ad un’altra alternativa. E se si accetta la violenza come strumento, si rinuncia alla democrazia come mezzo. E l’italia e’, secondo me, un paese non pienamente democratico perche’ i suoi cittadini preferiscono un paese non pienamente democratico, non perche’ manchino gli strumenti per renderlo tale. In fondo se uno vuole dire qualcosa lo puo’ fare, se qualcun’altr vuole dargli retta e votare per lui puo’ fare anche quello, e se e’ vero che l’impero mediatico televisivo di Berlusconi facilita la sua ascesa al potere e’ perche’ la gente non ci trova niente di male in questo impero, e gli da retta. Insomma, non facciamo le vittime, se l’Italia e’ quelli che e’ la colpa e’ degli italiani, in fondo il popolo e’ sovrano.

Tuttavia bisogna credere negli stumenti democratici, e bisogna lavorare in una direzione che faccia uso di questi strumenti per cambiare lo status quo. Berlusconi va sconfitto con i voti, non con le chiese (per giunta in miniatura). Non si puo’ rispondere alla minaccia che la nostra democrazia sta subendo con mezzi anti-democratici a loro  volta, senno’ siamo davvero nella merda.

E a proposito di democrazia mancata, ora il governo vuole anche oscurare i siti o le pagine di facebook a supporto di Tartaglia. Credo che questo sia l’unico paese occidentale che non si rende conto che internet non e’ controllabile (per fortuna), o, quantomeno, controllarlo vuol dire imitare i cinesi. Io lascierei ai cinesi lo sfizio di imitare le nostre merci, mi sembra piu’ che sufficiente…

LA MAGGIORANZA LO VUOLE - Dopo la sentenza della Corte europea di Strasburgo, che vieta il crocifisso nelle aule, in classe qualcuno si è fatto avanti e ha chiesto di toglierlo, ma la maggioran­za lo vuole ancora. «Ormai c’è, e sia­mo convinti che ci debba restare» as­sicura Guido, che di tenerlo contro la volontà dei suoi compagni non ci pensa neanche: «Inutile fare batta­glie contro chi non lo vuole. Si rimet­te solo se c’è la maggioranza». Al Ga­lileo, come nella maggior parte delle scuole fiorentine, ormai il crocifisso è un eccezione. Del tutto assente ne­gli istituti di recente costruzione, nel­le altre scuole ne è rimasto solo qual­cuno qua e là.

Dal “Corriere Fiorentino” del 13 Novembre 2009

Per l’intero articolo: Crocifisso - Crocifisso – La battaglia di Guido

Ah! Maggioranza, maggioranza… Cinquanta per cento piu’ uno dei voti e la tua parte ha ragione. Dopo tutto, non e’ cosi’ che funziona in democrazia? Eppure il nostro sistema (ogni sistema) che si avvale dell’aggettivo ‘democratico’ e’ un po’ piu’ complicato: esiste la costituzione! A volte servono i due terzi del parlamento per approvare un qualcosa; oppure, in ogni circostanza, la corte costituzionale (eletta “meno democraticamente”, non tramite un’espressione di voto del popolo, come il parlamento) puo’ annullare una legge se la si ritiene in violazione di certi principi fondamentali (eh gia’, non sembrerebbe, ma la costituzione e’ ancora uno di questi).

Esempio, se il principio “la maggioranza ha sempre ragione” fosse valido il lodo Alfano sarebbe dovuto diventare legge, e poco importa il fatto che non fosse costituzionale. L’esistenza stessa di una costituzione di per se nega il principio secondo cui se piu’ della meta’ dei membri di un organo vota in favore di un qualcosa allora quel qualcosa e’ giusto e va attuato. Una costituzione permette ad una democrazia di essere democratica per mezzo della violazione dell’assolutismo del principio di maggioranza. In relazione a questo argomento e’ interessante guardare quali critiche sono state rivolte a Rousseau e alla sua idea di stato. Per farla breve, se nello stato di Rousseau si fosse votato per una legge che dice: “tutti quelli che si chiamano Mario devono dare 1 euro a chi non si chiama mario” e la maggioranza (che in uno stato dove i cittadini hanno un minimo di fantasia sarebbe composta da persone che non si chiamano Mario) avesse approvato, il voto sarebbe stato valido. E lo stesso discorso sarebbe stato valido se la legge stabiliva che tutti i Mario dovessero essere uccisi, portando a profondi problemi di filosofia del diritto. E’ dunque auspicabile che si tovi un sistema in cui la maggioranza abbia sempre ragione, tranne quando e’ ovvio che non ce l’ha (abbastanza incasinante…e un tema troppo complicato per parlarne qua).

Spero comunque di avervi fatto riflettere sul fatto che una legge non e’ sempre giusta perche’ l’ha votata piu’ della meta’ delle persone, ed esistono principi inviolabili (quali sono? Ah boh…ognuno ha i suoi, il che rende il tutto molto complicato) che nemmeno una maggioranza puo’ negare.

Accenni su Rousseau: Rousseau

Che cos’e’ la maggioranza?

Trippa si, vino no: un piattino europeo:

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/22-luglio-2009/trippaio-resta-senza-vino-legge-blocca-alcol-1601593649126.shtml

La Bonino guida il fronte “pro sanatoria”. “Va estesa, non valga solo per colf e badanti”

http://www.emmabonino.it/news/7660

Discorso di Obama sulla sanita’:

http://www.youtube.com/watch?v=3CR5zLUcGBQ&feature=channel

Equiparazione eta’ pensionabile uomini-donne

http://www.radioradicale.it/scheda/284090/equiparazione-e-risparmi-un-nuovo-fronte-comune-su-donne-e-parita

Oggi si e’ aperto il G8 all’Aquila. Il titolo stesso del summit di quest’anno sottolinea l’importanza simbolica del luogo: “From La Maddalena to L’aquila”. Spostare l’incontro nella regione colpita dal terremoto non e’ una cattiva idea: le strutture costruite per accogliere capi di stato e delegazioni potranno poi essere riconvertite per accogliere i terremotati, l’attenzione mediatica sul luogo puo’ portare soldi ed aiuti internazionali. Insomma, un G8 all’Aquila e’, di per se, un’idea niente male.

Tuttavia, dovremmo mostrare meritarci un posto nel gruppo degli 8 paesi piu’ ricchi del mondo. Questo vuol dire mostrare ai capi di stato che passano nelle zone terremotate la nostra abilita’ nel ricostruire, la nostra prontezza nel reagire all’emergenza, non la nostra miseria e il nostro dolore. Quando stamani Berlusconi ha portato in giro per Onna (la cittadina piu’ colpita dal terremoto) il cancelliere tedesco Angela Merkel, le ha mostrato i resti di una citta’ distrutta, abbandonata a se stessa, da quattro mesi in balia dei detriti, al solo dine di far nascere nei nostri ospiti un senso di compassione nei nostri confronti: siamo alla ricerca della pieta’ altrui. Onna e’ dunque un “museo all’aperto” in cui nulla e’ ancora stato fatto non per incapacita’, ma per muovere gli animi di capi di stato stranieri. Del resto, avendo perso il rispetto internazionale, l’unica cosa a cui possiamo aspirare e’ la compassione degli altri.

Non e’ la prima volta che il Parlamento decide di rendere un referendum il piu’ “innocuo” possibile. Innocuo perche’, come unico strumento di democrazia diretta, “intralcia” l’operato delle camere: pone il potere di decidere se una legge va bene o no nelle mani di ogni singolo elettore, e non dei parlamentari.

Ecco quindi che a questo referendum, come per quello sulla fecondazione assistita di qualche anno fa, si va a votare a giugno (addirittura dopo il limite massimo del 15 del mese,grazie a una legge fatta approvare apposta per garantire il non raggiungimento del quorum), una volta che le scuole sono chiuse e tutti se ne sono andati al mare.

L’obbiettivo e’ evidente: trasformare il referendum in un peso per i cittadini, qualcosa di cui non dovrebbero volersi occupare.  Al referendum sulla legge sulla procreazione assistita il movimento per l’astensione aveva come splogan: “non si vota sulla vita”. Peccato che proprio perche’ a quel referendum ci si era arrivati i deputati avevano votato eccome su temi etici delicati; il messaggio, piu’ esplicitamente, quindi era: sulla vita non siate voi a votare, lasciate decidere a noi.

Vi e’ quindi l’intento da parte della classe politica, come ormai e’ evidente da tempo (e no, non mi riferisco solo a Berlusconi), di eliminare il legame tra cittadini ed istituzioni. Si vuole far credere alla gente che la politica non e’ importante, si vuole che la gente non si interessi di politica, e, soprattutto, si vuole che i cittadini non abbiano alcuna fiducia nelle istituzioni. Perche’? Perche’ cosi’ chi e’ al potere puo’ lavorare meglio, un elettorato che segue populismo e qualunquismo e che se ne frega della politica, perche’ tanto son tutti uguali, si convincera’ piu’ facilmente sentendo discorsi belli quanto vuoti. Se non c’e’ interesse nelle istituzioni non c’e’ un innato sentimento di amore per la democrazia, e si preferira’ un capo forte che sa parlare ad uno equilibrato e giusto. Distruggere il sentimento di fiducia nelle istituzioni equivale a porre le basi per un progetto di demolizione della democrazia.

E pero’ cari miei non si puo’ dare tutta la colpa a chi ci governa o chi scrive le leggi, prima di tutto perche’ li abbiamo eletti noi. Non si puo’ andare in giro a dire che tutti i politici sono uguali e non fanno nulla e poi non andare a votare. Siccome cio’ che viene deciso dal voto viene poi applicato, se i politici sono corrotti e seguono i propri interessi la colpa e’ prima di tutto nostra e, in particolare vostra, di voi che non votate perche’ tanto votare non serve a nulla, vostra di chi un giorno al mare e’ meglio di dieci minuti spesi per votare.

La democrazia cari miei e’ a doppio senso. Non ci si puo’ aspettare di avere una classe dirigente che ci piaccia se poi non si vota, perche’ la politica dipende da chi noi decidiamo di eleggere. Il voto e’ sovrano, quello che viene deciso nelle cabine elettorali diventa legge, e non andare a votare implica rinunciare al proprio potere per affidarlo nelle mani di quei pochi che, a chi non vota, piace tanto chiamare “tutti uguali”, “ladri”, “buffoni”. Se sono tutti dei ladri allora perche’ li lasciate decidere per conto vostro, oggi che potete? Prendete la tessera elettorale, fate dieci minuti di strada e votate. Se proprio vi sta antipatica la classe poltica di per se, se siete stati convinti dalla propaganda di regime a odiare anziche’ amare le istituzioni beh allora il referendum fa per voi, smettetela di lamentarvi per i politici che abbiamo e decidete al posto loro, e, magari, impegnatevi affinche’, chi non vi piace, non venga eletto, magari andando a votare voi stessi la prossima volta, e quella dopo, e quella dopo ancora.

E ora veniamo a questo referendum in particolare. Per via di come deve costituzionalmente essere formulato un referendum, oggi e domani non possiamo semplicemente abrogare tutto il porcellum di Calderoli, ne possiamo far approvare una splendida legge che ci piaccia a tutti quanti, il massimo che possiamo fare e’ abrogare pezzetti qua e la dalla legge elettorale esistente. Ne deriva il fatto che questa legge, qualora fosse cambiata da un voto favorevole, non sarebbe migliore di quella attuale: il parlamento sarebbe sempre formato da persone nominate dai capi-partito nelle liste elettorali e non da singoli deputati eletti dai cittadini con l’uninominale o con le preferenze, esisterebbe sempre un premio di maggioranza ingiusto e inadatto a quella che e’ la politica italiana.

Perche’ allora andare a votare? Beh, prima di tutto, brutto che sia il referendum, farsi un opinione e’ possibile e anzi doveroso. Perche’ anche se non dovesse cambiare molto con l’esito del referendum di per se votare in un modo o nell’altro lancia comunque un messaggio particolare. Perche’ chi vota si’ puo’ farlo perche’ permette alla legge elettorale di essere cambiata, chi vota no perche’ lo impedisce. Chi vota si’ puo’ farlo perche’ cambia il modo in cui sono viste oggi le coalizioni, chi vota no perche’ magari vuole evitare che un partito abbia troppo potere. I motivi sono innumerevoli, giusti o sbagliati a seconda della vostra opinione.

E chi non vota? Boh, chissa’. Chi non va a votare lascia decidere gli altri, quindi non osi lamentarsi dopo. E il non-voto atto a non far passare il si’ sebbene strategicamente corretto e’ politicamente immorale. Si rischia, seguendo questa mentalita’ , del resto gia’ usata per il referendum sulla fecondazione assistita, di trasformare il referendum non in uno strumento in cui si esprime la pripria opinione, favorevole o contraria, ma in un mezzo usato solo da chi vota si. Questo comportamento ha un’unica conseguenza: rendere il voto del referendum un voto palese, ovvio, e quindi non segreto. La campagna al non-voto ad un referendum e’ una campagna per togliere la segretezza del voto, principio portante di qualunque democrazia.

Ecco quindi perche’ andare a votare, per il si o per il no non importa:

-Se siete caduti nell’abisso del populismo secondo cui tutti i politici sono uguali, i deputati fanno tutti schifo e sono tutti li per rubarci i soldi e tener calde le poltrone, le leggi sono sempre fatte non nell’interesse nostro ma per quello di pochi eccetera eccetera; beh, cazzo, oggi e domani e’ la volta buona per decidere per conto vostro, il referendum vi da la possibilita’ di scavalcare le decisioni dei politici e scegliere, voi, quello che preferite.

-Se pensate che tanto non cambia nulla, chiunque viene eletto fara’ le stesse cose, che a voi non vi cambiera’ nulla se il premio di maggioranza lo diamo cosi’ o cosa’; beh allora fatevi una cultura e vedrete come un voto vale molto di piu’ di quell che pensate. E se proprio non andrete a votare, allora non osate lamentarvi dell’esito delle elezioni, perche’ per quanto mi riguarda non ne avrete diritto.

-Se invece non votate perche’ volete massimizzare le possibilita’ che non vinca il Si, allora sappiate che siete dei freddi calcolatori, ma state distruggendo la democrazia.

11 Febbraio 1929, ottant’anni fa, a Roma venivano firmati i Patti Lateranensi. Ottant’anni e una revisone craxiana dopo, i Patti sono ancora la, piu’ in forma che mai. Non voglio qui parlare dei Patti Lateranensi in particolare ma di come rappresentino bene un’Italia che ahime’ alle volte sembra poco seguire la sentenza di Cavour “Libera Chiesa in Libero Stato”.

Il nostro paese cinque anni fa ha approvato una legge (la legge 40) che praticamente impedisce alle coppie sterili di avere figli tramite inseminazione artificiale, di fare ricerca su cellule staminali eccetera eccetera. La legge e’ stata soggetto di referendum, bocciato per via di un affluenza intorno al 25% (va ricordato che i voti in favore di abrogare la legge erano circa il 90%).

Nel nostro paese si insegna la religione Cattolica nelle scuole pubbliche, e poco importa che sia facoltativa. Problema secondario e meno importante e’ l’esigenza di avere il Crocifisso appeso in aule scolastiche.

Il Vaticano riceve dallo stato Italiano una quantita’ di fondi inimmaginabile. Ad esempio milioni e milioni di euro di tasse vengono stanziati in donazioni all’8X1000 alla Chiesa Cattolica, milioni e milioni di euro di tasse di cittadini che tuttavia non hanno mai chiesto che i loro soldi andassero alla Chiesa Cattolica.

Di eutanasia non si puo’ nemmeno parlare, e ne e’ riprova la “controlegge” proposta dal PD che specifica “No a qualunque forma di eutanasia”. Nel nostro paese non e’ in discussione la correttezza o meno del rendere legale l’eutanasia, il dibattito riguarda la sospensione delle cure mediche, protetta, tra l’altro, dalla ben piu’ intelligente Costituzione.

Figuriamoci se parliamo di matrimoni gay, figuriamoci se parliamo di coppie civili, figuriamoci se parliamo di PACS, figuriamoci se parliamo di DICO, qui ci si scontra su sigle che sono ancora piu’ restrittive.

L’Italia e’ fatta cosi’, gli italiani sono fatti cosi’, tutto questo per la gran parte o gli va bene o non se ne preoccupano.

Articoli precedenti »

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.