Non e’ la prima volta che il Parlamento decide di rendere un referendum il piu’ “innocuo” possibile. Innocuo perche’, come unico strumento di democrazia diretta, “intralcia” l’operato delle camere: pone il potere di decidere se una legge va bene o no nelle mani di ogni singolo elettore, e non dei parlamentari.
Ecco quindi che a questo referendum, come per quello sulla fecondazione assistita di qualche anno fa, si va a votare a giugno (addirittura dopo il limite massimo del 15 del mese,grazie a una legge fatta approvare apposta per garantire il non raggiungimento del quorum), una volta che le scuole sono chiuse e tutti se ne sono andati al mare.
L’obbiettivo e’ evidente: trasformare il referendum in un peso per i cittadini, qualcosa di cui non dovrebbero volersi occupare. Al referendum sulla legge sulla procreazione assistita il movimento per l’astensione aveva come splogan: “non si vota sulla vita”. Peccato che proprio perche’ a quel referendum ci si era arrivati i deputati avevano votato eccome su temi etici delicati; il messaggio, piu’ esplicitamente, quindi era: sulla vita non siate voi a votare, lasciate decidere a noi.
Vi e’ quindi l’intento da parte della classe politica, come ormai e’ evidente da tempo (e no, non mi riferisco solo a Berlusconi), di eliminare il legame tra cittadini ed istituzioni. Si vuole far credere alla gente che la politica non e’ importante, si vuole che la gente non si interessi di politica, e, soprattutto, si vuole che i cittadini non abbiano alcuna fiducia nelle istituzioni. Perche’? Perche’ cosi’ chi e’ al potere puo’ lavorare meglio, un elettorato che segue populismo e qualunquismo e che se ne frega della politica, perche’ tanto son tutti uguali, si convincera’ piu’ facilmente sentendo discorsi belli quanto vuoti. Se non c’e’ interesse nelle istituzioni non c’e’ un innato sentimento di amore per la democrazia, e si preferira’ un capo forte che sa parlare ad uno equilibrato e giusto. Distruggere il sentimento di fiducia nelle istituzioni equivale a porre le basi per un progetto di demolizione della democrazia.
E pero’ cari miei non si puo’ dare tutta la colpa a chi ci governa o chi scrive le leggi, prima di tutto perche’ li abbiamo eletti noi. Non si puo’ andare in giro a dire che tutti i politici sono uguali e non fanno nulla e poi non andare a votare. Siccome cio’ che viene deciso dal voto viene poi applicato, se i politici sono corrotti e seguono i propri interessi la colpa e’ prima di tutto nostra e, in particolare vostra, di voi che non votate perche’ tanto votare non serve a nulla, vostra di chi un giorno al mare e’ meglio di dieci minuti spesi per votare.
La democrazia cari miei e’ a doppio senso. Non ci si puo’ aspettare di avere una classe dirigente che ci piaccia se poi non si vota, perche’ la politica dipende da chi noi decidiamo di eleggere. Il voto e’ sovrano, quello che viene deciso nelle cabine elettorali diventa legge, e non andare a votare implica rinunciare al proprio potere per affidarlo nelle mani di quei pochi che, a chi non vota, piace tanto chiamare “tutti uguali”, “ladri”, “buffoni”. Se sono tutti dei ladri allora perche’ li lasciate decidere per conto vostro, oggi che potete? Prendete la tessera elettorale, fate dieci minuti di strada e votate. Se proprio vi sta antipatica la classe poltica di per se, se siete stati convinti dalla propaganda di regime a odiare anziche’ amare le istituzioni beh allora il referendum fa per voi, smettetela di lamentarvi per i politici che abbiamo e decidete al posto loro, e, magari, impegnatevi affinche’, chi non vi piace, non venga eletto, magari andando a votare voi stessi la prossima volta, e quella dopo, e quella dopo ancora.
E ora veniamo a questo referendum in particolare. Per via di come deve costituzionalmente essere formulato un referendum, oggi e domani non possiamo semplicemente abrogare tutto il porcellum di Calderoli, ne possiamo far approvare una splendida legge che ci piaccia a tutti quanti, il massimo che possiamo fare e’ abrogare pezzetti qua e la dalla legge elettorale esistente. Ne deriva il fatto che questa legge, qualora fosse cambiata da un voto favorevole, non sarebbe migliore di quella attuale: il parlamento sarebbe sempre formato da persone nominate dai capi-partito nelle liste elettorali e non da singoli deputati eletti dai cittadini con l’uninominale o con le preferenze, esisterebbe sempre un premio di maggioranza ingiusto e inadatto a quella che e’ la politica italiana.
Perche’ allora andare a votare? Beh, prima di tutto, brutto che sia il referendum, farsi un opinione e’ possibile e anzi doveroso. Perche’ anche se non dovesse cambiare molto con l’esito del referendum di per se votare in un modo o nell’altro lancia comunque un messaggio particolare. Perche’ chi vota si’ puo’ farlo perche’ permette alla legge elettorale di essere cambiata, chi vota no perche’ lo impedisce. Chi vota si’ puo’ farlo perche’ cambia il modo in cui sono viste oggi le coalizioni, chi vota no perche’ magari vuole evitare che un partito abbia troppo potere. I motivi sono innumerevoli, giusti o sbagliati a seconda della vostra opinione.
E chi non vota? Boh, chissa’. Chi non va a votare lascia decidere gli altri, quindi non osi lamentarsi dopo. E il non-voto atto a non far passare il si’ sebbene strategicamente corretto e’ politicamente immorale. Si rischia, seguendo questa mentalita’ , del resto gia’ usata per il referendum sulla fecondazione assistita, di trasformare il referendum non in uno strumento in cui si esprime la pripria opinione, favorevole o contraria, ma in un mezzo usato solo da chi vota si. Questo comportamento ha un’unica conseguenza: rendere il voto del referendum un voto palese, ovvio, e quindi non segreto. La campagna al non-voto ad un referendum e’ una campagna per togliere la segretezza del voto, principio portante di qualunque democrazia.
Ecco quindi perche’ andare a votare, per il si o per il no non importa:
-Se siete caduti nell’abisso del populismo secondo cui tutti i politici sono uguali, i deputati fanno tutti schifo e sono tutti li per rubarci i soldi e tener calde le poltrone, le leggi sono sempre fatte non nell’interesse nostro ma per quello di pochi eccetera eccetera; beh, cazzo, oggi e domani e’ la volta buona per decidere per conto vostro, il referendum vi da la possibilita’ di scavalcare le decisioni dei politici e scegliere, voi, quello che preferite.
-Se pensate che tanto non cambia nulla, chiunque viene eletto fara’ le stesse cose, che a voi non vi cambiera’ nulla se il premio di maggioranza lo diamo cosi’ o cosa’; beh allora fatevi una cultura e vedrete come un voto vale molto di piu’ di quell che pensate. E se proprio non andrete a votare, allora non osate lamentarvi dell’esito delle elezioni, perche’ per quanto mi riguarda non ne avrete diritto.
-Se invece non votate perche’ volete massimizzare le possibilita’ che non vinca il Si, allora sappiate che siete dei freddi calcolatori, ma state distruggendo la democrazia.